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La settimana di una famiglia “tranquilla”

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Una tranquilla settimana “di paura” – Capitolo 1 – Lunedì

E’ la giornata più difficile perché, voglio dirlo a chiare lettere, con mio marito ci sto ancora bene dopo undici anni di convivenza ed oltre  cinque di matrimonio e quindi, dopo il weekend passato insieme (anche se solo a casa) è dura tornare “separati”.

Il lunedì è istituzionalmente dedicato ai progetti (comincio la dieta, metto a posto casa, butto giù la lista di tutte le commissioni della settimana, inizio ad andare in palestra) che, già al martedì, sono rigorosamente ridimensionati e, spesso, a fine settimana, naufragati del tutto….

Non so voi, ma io non riesco a realizzare quasi mai i progetti a medio termine, figuriamoci quelli “esistenziali” che ti dovrebbero cambiare la vita per sempre!

Fatto sta che nel pomeriggio sono già assorbita dalle mille incombenze della casa (spesa, lavanderia, farmacia) e tutti i sogni di gloria sono rimandati a data da destinarsi.

Mio marito, invece, vede il lunedì come l’inizio di una nuova “grande avventura” in ufficio (beato lui che riesce ancora a fare un lavoro che gli piace, tra l’altro non so come faccia, visto quello che fa….).

Per cui spesso io a fine giornata sono stanca e delusa per quello che dovevo fare e non sono riuscita a realizzare mentre lui è lì a nuotare tra scartoffie, telefonate, ed appuntamenti, come se fosse la cosa più appagante del mondo; per fortuna che dopo il lavoro ci si ritrova e si può stare finalmente insieme, a chiacchierare su un pò di tutto.

Questo, in attesa che inizi il grande film del lunedì su Sky.

Già, perché dovete sapere che la vita di mio marito, dalle 21 in poi, ruota intorno ai programmi televisivi della pay per wiew!

Se nel palinsesto non è previsto nulla di interessante (film, partite o talent vari) il mio lui è piuttosto presente e ci si può anche sperare di fare qualche ragionamento sensato, ma se invece c’è qualcosa di minimamente appetibile (per lui, ovviamente, che ha il monopolio assoluto del telecomando), fosse anche un film d’autore iraniano con sottotitoli in croato, allora lo sguardo diventa catatonico ed è impossibile fargli proferire una frase di senso compiuto.

Al massimo riesco ad ottenere qualche grugnito di approvazione (almeno penso…) a quello che dico, ma, alla sigla iniziale (o al fischio di inizio, o al momento della sigla di apertura) cala il silenzio più totale ed io devo solo sperare che il programma sia anche di mio gradimento, altrimenti non mi rimane che chattare su whatsapp o facebook con le mie (per fortuna molte) amiche.

Ed il bello è che alla fine del film, lui mi guarda un po’ imbronciato dicendomi, con aria da cane bastonato: “amore mio, non stai mai con me a guardare la televisione, mi hai lasciato solo anche stasera!”.

Ma come!

Mi costringi a sorbirmi un film curdo sulla deportazione dei pastori yemeniti e pretendi anche che stia con te?

Vabbè….comunque la giornata più dura della settimana è finita e, come diceva Rossella O’Hara, domani è un altro giorno!

 

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