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La mia prima stella…incontro con Alfredo Russo

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Alfredo Russo…la cucina è una cosa seria!

Alfredo Russo

In genere, quando vi parlo di uno chef, è perchè lo conosco attraverso i suoi piatti ed anche in questo caso è, almeno in parte, così… Alfredo Russo, come firma i suoi piatti lo so bene; lo conosco sin da quando lavorava nella vecchia location che aveva a Ciriè, sempre sotto l’insegna del “Dolce Stil Novo“.

Oggi l’ho incontrato nella nuova splendida cornice che lo ospita nella Reggia di Venaria ed ho imparato a conoscere un grande professionista; non solo per il percorso e la realizzazione che ha avuto e che continuerà ad avere, visti i numerosi progetti di ristorazione in giro per il mondo, ma anche e soprattutto per la grande dedizione e devozione costante per il suo splendido lavoro.

E così, la mia prima intervista con una stella Michelin voglio raccontarvela in un modo più intimo ed intenso; lo stesso che lui ha regalato a me in un pomeriggio di fine inverno, immersa in una cornice da togliere il fiato…

Premetto che non avevo mai intervistato nessuno, ma devo ammettere che se provo a fare una cosa è perchè sento di poterla fare…io, in fondo, non sono una giornalista, ma una blogger che vive di emozioni, che poi cerca di raccontare ai suoi lettori; quindi, la prima “stella” sul mio blog doveva avere tutto il rispetto possibile, perchè per arrivare dove è arrivato Alfredo Russo, credetemi, di sacrifici e di rinunce se ne fanno tante e quindi l’impegno e la fatica vanno riconosciuti!

Arrivo alla Reggia rilassata: l’aria che vi si respira è distensiva, accogliente e rasserenante…l’energia che lo chef ed i suoi collaboratori emanano è questa…si respira ovunque, dalle cucine al suo ufficio, e da ogni postazione di lavoro si gode di una vista mozzafiato sui giardini della Reggia.

Devo confessarvi una cosa: non mi affascina, in particolare, nessuna categoria di professionisti…medici, avvocati, calciatori, star…; gli chef, però, li trovo irresistibili… m’incanto ad ascoltarli, ci passerei le mie giornate, perchè le loro vite sono storie di un’intensità profonda.

Mi ero preparata, da brava scolaretta, qualche domanda, ma Alfredo Russo non ha bisogno di domande… è lui che, con grande capacità e notevole comunicativa, è riuscito a rendere la nostra chiacchierata un momento davvero magico; non era lì per dovere, ma perchè aveva piacere di accompagnarmi alla scoperta della sua vita professionale.

Lui, che si deve definire uno chef “rivoluzionario” per aver abolito i fondi di cottura già all’inizio degli anni ’90; la sua è stata una rivoluzione silenziosa, ma concreta; lui, che ha come credo un passaggio fondamentale e cioè che la cucina “complicata” non è un valore aggiunto; il suo impegno è rivolto a fare in modo che il piatto arrivi a chi lo assaggia in maniera chiara, netta, pulita perchè, come afferma lui stesso, un piatto deve essere capito e riconosciuto da tutti, non solo da esperti in materia.

Alfredo Russo, nel corso della nostra chiacchierata, ha modificato il mio modo di pensare; in particolar modo, quando abbiamo parlato dei suoi ingredienti preferiti, me ne ha elencati tre: olio, pasta e parmigiano e mi ha anche spiegato che non si deve demonizzare nessun alimento, solo perchè “fuori moda”; a questo proposito, siamo finiti a parlare, ad esempio, della rucola, che negli anni ’80 si trovava ovunque e che poi è stata quasi messa al bando…ecco, io devo ammettere che fino ad oggi avrei storto il naso se l’avessi trovata nel piatto di una cucina stellata, ma Alfredo Russo, con grande eleganza ha saputo modificare una mia convinzione sbagliata.

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