Locali

Cucina fusion a due passi dalla Mole

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Ristorante Allegri; l’inventiva fusion al potere!

Sabato sera avevo voglia di provare delle belle sensazioni in cucina e mi sono messa a scartabellare tra le mie numerose guide gastronomiche, alla ricerca di un locale nuovo, che non proponesse la solita cucina piemontese.

Mi sono così imbattuta nella recensione del Ristorante Allegri di Rivoli, un bel paesino nell’hinterland torinese (che io frequento ogni tanto anche nei miei fashion tour…); la descrizione del locale e del suo modo di intendere la cucina mi hanno subito incuriosita ed ho deciso quindi di provarlo; una delle scelte gastronomiche più felici degli ultimi tempi!!!

Il locale è molto sobrio e proprio per questo elegante, senza alcuna concessione al fronzolo inutile; particolare da non trascurare, per me che sono notoriamente freddolosa, è la temperatura molto confortevole, che ti consente di cenare senza temere la congestione…

Ho optato, come mio marito, per il menù “I classici”, composto da cinque portate, vera esaltazione della cucina fusion rivisitata “all’italiana”.

Come primo antipasto mi è stato servito il “Carpaccio di gambero blu, licis e grano saraceno”; beh, amiche mie, il gambero doveva essere ancora vivo, da quanto era fresco…

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Secondo antipasto: “Capasanta Orient Express”; quì l’impronta fusion del menù ha toccato il suo punto forse più alto, con l’accostamento tra la capasanta (anche in questo caso freschissima) la crema di curry sul fondo ed i pomodorini a dare quel tocco sapido e di carattere all’intero piatto.

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Ho proseguito, poi, con le “Mezzelune di ricotta, moscardini al nero e pomodori secchi”, piatto di una forza ed allo stesso tempo di un equilibrio raro, con la ricotta salata a dare grande corpo e struttura.

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Con il secondo abbiamo di nuovo sconfinato nella cucina fusion: “Guancia di Patanegra al moscato”, con il suino iberico a farla da padrona ed a sposarsi però perfettamente con una deliziosa emulsione al moscato d’Asti.

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Per finire, il dolce: io ho optato per il Mont Blanc, tipica preparazione del nord Piemonte e, sopratutto della Valle d’Aosta, a base di panna e crema di marroni, mentre mio marito (che, come al solito, è fortunatissimo nella scelta dei dolci) ha scelto il Bonet 800, così come la piccola, che me ne ha generosamente fatto assaggiare la punta di un cucchiaino (si sa, la mia Eugenia è ghiotta di dolci!)

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Beh, che vi devo dire…semplicemente il miglior bonet della mia vita!

Ultima coccola…una deliziosa selezione di cioccolatini preparati dallo chef, che ancora una volta osa accostamenti particolarissimi ma azzeccati, come quello tra il fondente ed il curry.

In conclusione, una bellissima incursione nella cucina fusion e, il che non guasta, un servizio veramente impeccabile, nonostante la giovane età della maître; ci ritornerò sicuramente!         

 

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